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sabato, 07 maggio 2005
Resoconto e riflessioni sulla Fiera del libro di Torino 

Lasciando da parte per il momento la viabilità torinese: i lavori per le olimpiadi e l'assenza di indicazioni chiare per raggiungere il lingotto (con la chicca finale che al ritorno l'entrata in autostrada per milano è chiusa e quindi bisogna fare 40 km in statale attraverso la campagnia...)

Arrivo alle tre giusto in tempo per vedere Claudio Magris e Gianni Biondillo intervistati da Marino Sinibaldi per Fahreneit su Radio Tre. Scopro che il giorno prima Aldo Nove dopo aver criticato in malo modo la fiera vi si reca per un dibattito con il direttore Ernesto Ferrero.

Incontro e saluto anche Gianluca Morozzi e Marco Rossari che a sorpresa si dichiara d'accordo con Nove (ma non eri tu il più moderato tra noi due???): la gag della Santacroce poi è sempre fantastica, ma più passa il tempo più mi convinco che era una grande performance e che la prossima presentazione di Isabella non me la voglio perdere...

Andiamo tutti assieme da Sironi dove c'è Mozzi che troneggia insieme al loro ultimo "capolavoro" annunciato già tre mesi fa dall'instancabile Genna: Perceber di Colombati.
Lì però vengo rapito dal vicino banco dell'Alet che propone cose molto interessanti e faccio due parole con il responsabile.
Non ho la fortuna di conoscere Mozzi ma visti i trascorsi megli così', intanto la ragazza (simpatica) che sta al banco sironi mi annuncia che in occasione della fiera c'è il 20% di sconto... gli dico che farò l'ordine dal distributore per la libreria; vuole propormi i loro libri. dico che li conosco e che per quanto io li metta in bell'evidenza non si vendono (pausa caffè, suicidio di angela b. appena meglio avoledo).
Anche con Colombati farò così: ne ordinerò una copia la metterò in vetrina una settimana, due mesi in bella mostra sullo scaffale vicino alla cassa e poi stanco di vederla stare li a prendere polvere la leggerò io e poi la renderò: se Mozzi non ha voglia di combattere le mie battaglie figuriamoci se io combatto le sue.....

uscendo per fumare una sigaretta in una saletta appartata c'è un affollato dibattito sull'editoria: rapito mi fermo a seguirne una parte. Molto interessante, sopratutto i dati che vengono forniti.[*ci tornerò con più calma]

Girovagando poi per gli stand la sensazione è questa: poco gente presente, le librerie più affollate stranamente sono quelle mainstream (mondadori, einaudi, rizzoli, adelphi, ecc...) dove ci sono poi :
- fondi di magazzino
- libri che si trovano ovunque

interessanti gli stand dei medio-piccoli editori ma vuotini e con offerte di sconto. un paio d'anni fa invece c'era chi si era inventato in modo provocatorio il prendi 2 paghi 3 (se vuoi bene ai libri)

Allo stand in tono minore della Feltrinelli (che è su una brutta china e non ha capito un paio di cosette importanti) c'è la mitica Inge. Flores D'Arcais che guarda nel vuoto al banco di Limes.

Mike Bongiorno in splendida forma gigioneggia poco più in là allo stand Rai. e dirimpetto quei mattacchioni di caterpillar...

Alla sera l'incontro con Albanese fa il pienone (600 passa persone con biglietti esauriti fin dal pomeriggio); io ne avevo presi due per l'evenienza che non fossi riusciuto ad entrare alla stessa ora all'incontro con la scrittirce newyorkese A.M. HOMES (povero illuso che sono... ci saranno 25 persone ad assistervi).

La bella e brava Martina Testa le fa qualche domanda e poi proiettano il filmato che la riguarda del progetto minimum fax e cult network su scrivere e new york.
Esco dalla sala e l'autrice è li seduta da sola: mi faccio firmare il suo libro e scambio due parole: è molto simpatica e disponibile.
Le chiedo anche chi preferisca
tra i suoi colleghi (suggerendo lethem): mi dice moody di sicuro. poi mi cita franzen.

Ecco questo è lo stato dell'arte in italia: la fiera coraggiosamente diminuisce drasticamente le apparizioni di chi scrive libri come attività collaterali (comici, cantanti, attori) e le presenze diminuiscono, gli incontri sono poco seguiti. recentemente mi ricordo di ligabue, morgan, silvestri, ecc... con folle entusiaste. ma anche solo un lucarelli con sala strapiena (perchè? perchè va in tv).

Il tutto per andare a sentire gli stessi identici sketch che albanese fa in tv...  e invece a sentire di una brava scrittrice americana poca gente.





Postato da: thedude73 a 11:26 | link | commenti (5) |
libri


Commenti
#1   08 Maggio 2005 - 02:50
 
"Ecco questo è lo stato dell'arte in italia: la fiera coraggiosamente diminuisce drasticamente le apparizioni di chi scrive libri come attività collaterali (comici, cantanti, attori) e le presenze diminuiscono, gli incontri sono poco seguiti. recentemente mi ricordo di ligabue, morgan, silvestri, ecc... con folle entusiaste. ma anche solo un lucarelli con sala strapiena (perchè? perchè va in tv)."

dado, nel 2005 te ne sei accorto? berlusconi e' stato eletto la prima volta una decina d'anni fa, e il potere mediatico della sua tv lo aveva capito parecchio prima... non e' che lo eleggono perche' e' piu' avanti?

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#2   11 Maggio 2005 - 11:58
 
caro dado, "la ragazza (simpatica)" che stava allo stand sironi, nonché incidentalmente redattrice della sironi. grazie per il simpatica e anche per il ragazza. mentre sto in fiera, la cosa che mi piace di più - quando mi capita - è proprio conoscere i librai. ad esempio per farmi spiegare perché, a loro parere, i nostri libri "non si vendono" (per alcuni, ormai, è una consuetudine venirmi a trovare nelle fiere e ci facciamo delle grandi e utili chiacchiere). dal momento che tu qui, nel post, citi come esempi sfortunati e impolverati pausa caffè e il suicidio di angela b. escludo sia in primo luogo una questione di qualità dei libri. sarebbe stato bello parlarne di persona, ma se tu ne hai voglia sarei contentissima di conoscere il tuo parere anche da qui. (p.s. cosa significa e/o c'entra "se mozzinon ha voglia di combattere le mie battaglie figuriamoci se io combatto le sue"?). comunque spero proprio che perceber riservi a tutti belle sorprese... grazie e ciao. paola
utente anonimo

#3   11 Maggio 2005 - 16:36
 
paola piacere,
la cosa è semplice quando non sapevo chi fosse mozzi (era solo un link a destra in lipperatura per me) capitai là e lessi del concorso per le librerie più belle prima e poi che voleva vendere libri on-line.
qui nel post http://www.vibrissebollettino.net/archives/2005/02/gia_che_ci_siam.html
se guardi i commenti vedi lo scambio di opinioni (monina interviene perchè tutto è partito da una polemica mia verso genna e monina che si vantavano su i miserabili di andare agli ipermercati a presentare i libri).

giulio democristiano as usual non si schierò...
anche se ad onor del vero per il momento scelse di non linkare sul suo sito le librerie on-line.

riguardo sironi cosa devo dirti? i libri sono di qualità, ma la qualità non vende in italia (e lo sai), sono un pelo difficili e poco sostenuti dai media.
insomma per usare un'eufemismo sono di nicchia. perceber è stato pompato in rete (vedi genna) in fiera (vedi piperno) ma rimane un libro di nicchia.

se poi vorrai sapermi dire quante copie sono state stampate, ti sarei grato.

p.s. come ci sei capitata qui? (solo per curiosità)
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#4   11 Maggio 2005 - 17:30
 
ci sono arrivata dal blog di perceber... lo scambio sulla vendita on line ora lo ricordo. quanto alla diagnosi del libro di qualità che non vende - come fosse una legge di natura - mi lascia molto insoddisfatta. se fosse davvero così, che ci sto a fare io? tra vendere 100.000 copie e venderne 500 insomma ci sarà pure una via non dico di mezzo, ma che ne faccia vendere 5000... come facciamo noi a raggiungere questi nostri benedetti lettori? io ho sempre pensato che nostri naturali alleate dovrebbero essere le librerie indipendenti (e noi di quelle), capaci di non vedere solo i best-sellers plasticati. attualmente è come chiedere pane a un affamato... eppure - secondo me - sarebbe un'alleanza da costruire. ciao paola (p.s. la tiratura esatta non la so, perché non mi occupo della produzione, però è nell'ordine di alcune migliaia. per noi: alta.)
utente anonimo

#5   11 Maggio 2005 - 18:24
 
vedi paola il problema attorno a cui ruota tutto sono i BEST SELLERS. giulio scrisse al riguardo cose molto precise:
"Una volta, a Vicenza, incontrai il libraio Virgilio Scapin (molto "indipendente") fuori della porta della sua libreria (contrà Do Rode). Guardava ora la vetrina di destra, ora la vetrina di sinistra. Si accorse di me. "Guarda!", mi disse, indicando la vetrina di sinistra, tutta piena di Casati Modigliani Biagi Bocca De Carlo eccetera (non era ancora il tempo delle barzellette di Totti). "Quello", mi disse, "è letame". Fece una pausa. "Indispensabile", e mi indicò la vetrina di destra, tutta piena di libri accuratamente scelti da lui, "per concimare le librerie".

ora le case editrici sparano dei prezzi assurdi ma poi si mangiano la nostra percentuale (non la loro) con sconti del 15% - 20% (ipermercati, ma adesso anche le feltrinelli). svendono ai quotidiani che poi tirano migliaia di copie e saturano il mercato.

insomma puntato quasi tutto sul mercato dei best-sellers per questo secondo me carla benedetti diceva cose ovvie quanto ha aparlato sull'espresso di desertificazione e fabbrica dei best-sellers.

però... poi c'è un catalogo da mantenere e da far girare e quello lo lasciano a noi. troppo buoni!!!

ma quando noi chiuderemo dove pensano di venderli certi titoli... in edicola???

ma io come faccio a spingere certi libri se una parte del pubblico non viene da me a prendersi dei libri che si vendono da soli??

insomma atteggiamento miope... e di cui si pentiranno.

premessa a tutto ciò in italia si legge poco e male.
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Utente: thedude73



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